Più avanti c'è la regione dei papi S.Gaio e S. Eusebio.
La cripta di S. Gaio, (fine del Iº sec.), è di grandi proporzioni ed era usata per le assemblee della comunità.
Di fronte, si trova la cripta del martire S.Eusebio (inizio del 4º sec.), che conserva l'iscrizione del papa S. Damaso, in cui si esalta la misericordia di questo pontefice verso i "lapsi", gli apostati dal Cristianesimo.
Percorrendo la galleria si incontrano, in successione, la cripta dei martiri Calocero e Partenio, il cubicolo del diacono Severo, importante per un'iscrizione in cui, per la prima volta, il vescovo di Roma, Marcellino, è chiamato "papa" e viene professata la fede nella risurrezione finale; il cubicolo del "5 Santi", raffigurati come oranti; il cubicolo "delle Pecorelle", con affreschi che rappresentano Cristo Buon Pastore, circondato da pecore; e, inoltre, scene bibliche che simboleggiano i sacramenti del Battesimo e dell'Eucarestia.
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Il Pesce Eucaristico |
Il cimitero di S. Callisto si estende infine alle regioni Occidentale e Liberiana, che comprendono splendidi cubicoli, alcuni mausolei e varie iscrizioni sepolcrali.
Il papa Giovanni XXIII ha definito le catacombe di S. Callisto le più auguste e celebri di Roma, sopratutto perchè custodiscono numerose tombe di pontefici e di martiri. Esse furono considerate nei primi secoli veri santuari e come tali furono visitate da innumerevoli pellegrini e, in tempi recenti, anche dai papi Pio IX, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.
Le catacombe sono la prova storica che la Chiesa delle origini fu una Chiesa di Martiri, ed una Chiesa di Cristiani autentici che, nella vita di ogni giorno, testimoniarono la fede e l'amore a Cristo. "Oggi la Chiesa è divenuta nuovamente Chiesa di martiri" (Giovanni Paolo II). La memoria delle origini e la visita alle catacombe ci fanno comprendere meglio i1 significato e il valore della testimonianza del martirio, che la Chiesa dona al mondo alle soglie del terzo millennio.