Nella metà del III secolo i cristiani
di Roma dovettero affrontare la spaventosa persecuzione di Decio. Non solo ci
fu una massa di gente che per paura rinnegò la fede, ma ad un certo momento
lo stesso papa, Fabiano, ed i suoi sette diaconi, ossia quasi tutti coloro che
reggevano la Chiesa, furono uccisi. Appena sette anni dopo, con la persecuzione
di Aureliano, avvenne la stessa cosa. Prima papa Sisto Il (258) sorpreso nella
catacomba ed ucciso sul posto assieme a quattro diaconi; subito dopo altri due
diaconi, uccisi e sepolti nel cimitero di Pretestato. Rimaneva solo Lorenzo
a reggere la Chiesa. Anche lui verrà ucciso qualche giorno dopo. La cosa
più spaventosa in quei terribili giorni fu il numero straordinario di
lapsi, di coloro cioè che per paura avevano rinnegato la fede.
Sappiamo dalle lettere di Cipriano, morto anche
lui nel settembre 258, che fu questo un momento molto brutto per la Chiesa di
Roma e quindi anche per la Chiesa di Trastevere.
Un pittore di quegli anni ha dipinto una barca che sta per affondare: sembra sia tutto finito, l'albero maestro rotto, le vele squarciate, ma l'uomo che sta lì con le braccia alzate è tranquillo. Il suo gesto esprime serenità. Dall'alto infatti compare Dio che gli mette una mano sulla testa. Intorno ci sono naufraghi. Ma egli ha la sicurezza condivisa da tutti i cristiani: nonostante la situazione spaventosa, la speranza avrebbe prevalso. Le pitture nelle catacombe ci rivelano sempre la mentalità dei cristiani, le loro devozioni, le loro credenze.
Per i trasteverini era importante Maria. La dedicazione della basilica di Santa Maria alla Vergine risale al VI secolo. E certamente anteriore a Santa Maria Antiqua, probabilmente posteriore a Santa Maria Maggiore, che risale al 432. Alcune pitture nelle catacombe rivelano come era diffusa questa devozione alla Madonna. In un famoso affresco delle catacombe di Priscilla è raffigurata la Vergine col Bambino e il profeta che indica una stella a significare la realizzazione della profezia di Balaam ("quando comparirà la stella nascerà il Salvatore da una vergine"). E probabilmente il profeta che indica la stella è proprio Balaam. Alcuni studiosi pensano che sia Isaia che proclama la realizzazione della profezia della maternità di una vergine.
Anche l'adorazione dei Magi è una scena che si ripete molto frequentemente nelle catacombe. I Magi, nelle pitture antiche, non sempre sono tre, qualche volta quattro, altre volte due. Nel Vangelo non è detto che fossero tre: si parla di tre doni, non di tre persone: potevano portare tre doni in quattro o in due o in cinque. Nelle raffigurazioni più antiche, è da notare, non esiste affatto il presepio, la culla con il bue e l'asino. t questa una scena più tarda, che compare in qualche sarcofago già nel IV secolo, mentre nella pittura c'è un solo esempio in San Sebastiano. La preferenza data ai Magi si spiega proprio con la provenienza dei cristiani romani dal mondo pagano, idolatrico.
La Madonna dipinta in un affresco del Cimitero Maggiore, l'unica Madonna orante che abbiamo, prega il suo Bambino, chiedendo a lui la grazia.

